Prima vittoria per le donne nella battaglia verso l’automatismo del doppio cognome

fotolia_108098245_subscription_monthly_l

L’8 novembre 2016 la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della norma che prevede l’automatica attribuzione del cognome paterno al figlio legittimo, in presenza di una diversa volontà dei genitori.

Al momento tale pronuncia no produce ancora alcun effetto, né stabilisce il criterio di attribuzione dei doppi cognomi, con apposito regolamento, tuttavia ha sollevato un interessante dibattito in materia e fissato un primo grande risultato del lavoro svolto in questi anni da diverse associazioni che si sono battute sull’argomento, per eliminare ciò che si sostanzia come retaggio della cultura patriarcale.

Traslando il tema in un dibattito culturale diverso l’attribuzione del cognome assegna valore alla costruzione identitaria di ciascuno di noi, per cui la sentenza ha suscitato grandissimo interesse. Nel cognome è la racchiusa la storia di una famiglia:i figli conseguentemente sono l’incrocio di due storie e il ruolo della donna nella società è cambiato, essendo anche lei professionista e possedendo un certo status.

Questa possibilità elimina la mera relegazione della donna a generatrice, madre all’interno esclusivo delle mura domestiche, anzi le conferisce un ruolo pubblico, che condivide col ruolo di padre oltre la funzione educativa dei figli anche la costruzione della propria immagine sociale.

E’ da auspicare che allo stato tale sentenza apra la strada ad ulteriori riconoscimenti n normativi relativi alla soggettività giuridica dei minori.

Follow by Email
Facebook
Twitter