Violenza di genere, lo Stato c’è

Fa molto discutere la sentenza con cui la Corte d’Appello di Messina ha condannato i magistrati che lasciarono libero di agire un marito violento, denunciato ben dodici volte dalla moglie da cui si stava separando, Marianna Manduca, poi assassinata dall’uomo dieci anni fa a Palagonia (Catania). Leggi la lettera aperta della Direttrice di I Woman Sara Manfuso.

[…]

Messina, per 12 volte denunciò il marito che poi la uccise: condannati i pm

La Corte d’Appello di Messina ha stabilito che ci fu dolo e colpa grave nell’inerzia dei pm che, dopo gli atti di violenza di violenza da parte del marito, lo lasciarono libero di continuare, nonostante le dodici denunce di Marianna Manduca, assassinata nel 2007 con sei coltellate. […]

Legge Elettorale e Rappresentanza di Genere

La rappresentanza di genere nelle istituzioni è un tema cruciale che non può essere trascurato nel dibattito sulla nuova Riforma Elettorale. Affronteremo la questione in un incontro che si terrà mercoledì 14 giugno alle ore 15.00: partecipano all’iniziativa Roberta Agostini (Vicepresidente Commissione Affari Costituzionali della Camera dei deputati), Cristiana Avenali (Vicepresidente Commissione Affari Istituzionali Regione Lazio) e Leggi di piùLegge Elettorale e Rappresentanza di Genere[…]

Prima condanna per bullismo confermata in Cassazione

  Per la prima volta viene confermata una condanna per il fenomeno del bullismo. La denuncia è partita da uno studente di Napoli che, a causa delle molestie, è stato costretto a trasferirsi in Piemonte. I condannati, compagni di classe della vittima, sono quattro. Per saperne di più: L’Avvenire

Blue Whale, contrastare il gioco del suicidio

    La Direttrice dell’Associazione I Woman ha accolto con grande interesse l’invito del prof. Stefano Callipo (responsabile Centro prevenzione del rischio suicidario di Roma e Firenze) a promuovere e moderare un confronto sul fenomeno del blue whale, il cosiddetto gioco del suicidio che si sta diffondendo in maniera molto preoccupante tra gli adolescenti. Ne Leggi di piùBlue Whale, contrastare il gioco del suicidio[…]

Il Libano vuole mettere al bando ‘Wonder Woman’: la protagonista è israeliana

  Al bando non è l’uniforme indossata da Wonder Woman. Da vietare, secondo il governo libanese, è la divisa che l’attrice Gal Gadot ha indossato a 18 anni come tutti i ragazzi israeliani: quella dell’esercito. Il Ministero dell’Economia, per ora, è riuscito a rinviare il debutto del film nelle sale. Per saperne di più: Il Corriere della Sera